Gioco d'azzardo

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Le cosiddette ‘macchinette mangiasoldi’ si trovano ormai ovunque.
Tutti i bar ne hanno installate varie, così come i tabacchini, per non parlare dei locali ‘casinò’ che stanno spuntando come funghi in ogni centro abitato. L’uso, anzi l’abuso, di questa forma di gioco d’azzardo sta diventando un vero e proprio problema sociale.
Recentemente sono state avanzate delle proposte per cercare di limitarne l’uso.
Ad esempio abbiamo letto di una proposta, da parte del sen. Sergio Divina, che vedrebbe l’uso di questi dispositivi collegato alla tessera del codice fiscale, in modo da poter calcolare il reddito dell’utente (probabilmente tramite un collegamento telematico con l’Agenzia delle Entrate) e quindi impedire al cittadino di perdere delle cifre che potrebbero compromettere il bilancio famigliare…
A nostro giudizio simili proposte, per quanto encomiabili, hanno il difetto di essere molto ardue da realizzare sotto il profilo tecnico, in quanto le modifiche a tutto il parco ‘slot’ installato sarebbero molto pesanti (collegamento con gli archivi dell’Agenzia delle Entrate, memorizzazione delle giocate e delle vincite, etc.)
Del resto, è innegabile che sia necessaria una qualche forma di controllo su questo tipo di gioco d’azzardo.
Infatti sebbene il gioco sia vietato ai minori, attualmente il controllo è totalmente demandato ai gestori del locale in cui le slot sono ubicate, ma spesso, per ovvie ragioni di privacy, esse sono piazzate o in salette riservate o comunque, spesso, in zone difficilmente sorvegliabili dal gestore (ad esempio dietro dei paraventi).

Esiste pertanto un primo problema che consiste nell’impedire l’uso di queste macchinette ai minori. Sempre più minorenni infatti sono dediti al vizio del gioco, come dimostra anche una ricerca del CNR.
Pensare di escludere i minori dall’uso delle slot utilizzando una tessera come per i distributori di sigarette, sarebbe però a nostro giudizio controproducente.
Infatti, come si è già visto per i distributori di sigarette, è fin troppo facile per un minore entrare in possesso di una di queste tessere. Inoltre una simile soluzione non farebbe altro che deresponsabilizzare i gestori che ovviamente allenterebbero i già scarsi controlli…
Come per i distributori di sigarette, bisogna rendersi conto che la verifica non va fatta sulla tessera, ma sulla persona stessa. E’ inutile verificare una tessera, se poi non si è sicuri che quella tessera venga utilizzata dal legittimo proprietario.
L’unica ed ovvia soluzione consiste nell’inserire nella tessera un dato biometrico del proprietario, in modo da garantire che lui e solamente lui possa utizzare detta tessera.
Tramite una tessera contenente il dato biometrico (che, ricordiamo, è perfettamente in linea con le direttive sulla privacy) già si potrebbe eliminare il problema del gioco minorile senza quasi alcuna modifica alle slot preesistenti. E’ sufficiente che il lettore della tessera abiliti o disabiliti il sistema di pagamento della slot.
Cioè solo inserendo la tessera e convalidandola con la propria impronta entrerebbero in funzione gli accettatori di monete e banconote della slot stessa.
Facendo un passo ulteriore nel nostro ragionamento, si potrebbe anche fare in modo che nella tessera stessa vengano memorizzate le giocate e le vincite dell’utente. In questo modo il cittadino avrà sempre sott’occhio l’importo giocato nella giornata (o nella settimana, o nel mese) e questa informazione costituirà un ovvio deterrente contro gli eccessi.
Non solo, sarebbe anche possibile per l’utente stesso, al momento dell’acquisto della tessera, dichiarare la propria propensione al rischio. Dichiarare cioè quanti euro si è disposti a perdere ogni mese e sarà la tessera stessa ad impedire ulteriori giocate una volta raggiunta quella soglia…

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Come per i distributori di sigarette, bisogna rendersi conto che la verifica non va fatta sulla tessera, ma sulla persona stessa. E’ inutile verificare una tessera, se poi non si è sicuri che quella tessera venga utilizzata dal legittimo proprietario.
L’unica ed ovvia soluzione consiste nell’inserire nella tessera un dato biometrico del proprietario, in modo da garantire che lui e solamente lui possa utizzare detta tessera.
Tramite una tessera contenente il dato biometrico (che, ricordiamo, è perfettamente in linea con le direttive sulla privacy) già si potrebbe eliminare il problema del gioco minorile senza quasi alcuna modifica alle slot preesistenti. E’ sufficiente che il lettore della tessera abiliti o disabiliti il sistema di pagamento della slot.
Cioè solo inserendo la tessera e convalidandola con la propria impronta entrerebbero in funzione gli accettatori di monete e banconote della slot stessa.
Facendo un passo ulteriore nel nostro ragionamento, si potrebbe anche fare in modo che nella tessera stessa vengano memorizzate le giocate e le vincite dell’utente. In questo modo il cittadino avrà sempre sott’occhio l’importo giocato nella giornata (o nella settimana, o nel mese) e questa informazione costituirà un ovvio deterrente contro gli eccessi.
Non solo, sarebbe anche possibile per l’utente stesso, al momento dell’acquisto della tessera, dichiarare la propria propensione al rischio. Dichiarare cioè quanti euro si è disposti a perdere ogni mese e sarà la tessera stessa ad impedire ulteriori giocate una volta raggiunta quella soglia…